TARI 2026: aumenti pesanti e scelte politiche da rivedere
Nel Consiglio comunale del 27 luglio 2026 si è discusso del nuovo Piano Economico Finanziario TARI 2026-2029 e delle tariffe per l’anno 2026. Il dato politico più rilevante è l’aumento consistente del costo complessivo del servizio rifiuti: il PEF cresce quasi fino al limite massimo consentito da ARERA e i ruoli TARI risultano aumentati di circa il 32% rispetto al 2023. Non si tratta quindi di un incremento marginale o fisiologico, ma di una dinamica che incide concretamente su famiglie e attività.
Dall’analisi dei dati emerge che il problema principale non è tanto il costo unitario del servizio, che resta sostanzialmente in linea con i parametri di riferimento, quanto l’aumento delle quantità di rifiuti trattati. Se crescono le tonnellate da raccogliere, trasportare, trattare e smaltire, cresce inevitabilmente anche il costo da coprire con la TARI. Per questo serve una strategia vera di riduzione dei rifiuti, non solo l’approvazione tecnica del piano tariffario.
Una criticità riguarda anche la distribuzione degli aumenti. Secondo la lettura proposta in Consiglio, le utenze domestiche subiranno un incremento medio di circa il 5,5%, mentre molte utenze non domestiche resteranno sostanzialmente stabili. È una scelta che appare poco equa, soprattutto in un Comune turistico dove una parte significativa dei costi aggiuntivi deriva proprio da stagionalità, strutture ricettive, case vacanza, mercati e manifestazioni.
Il tema della raccolta differenziata va affrontato con maggiore serietà. La percentuale di differenziata è alta, ma la qualità del riciclo non è ancora sufficiente: l’indicatore R1 resta sotto la soglia considerata soddisfacente. Migliorare i conferimenti, ridurre gli errori e valorizzare meglio i materiali riciclati potrebbe produrre benefici economici concreti, riducendo almeno in parte il peso della tariffa.
Le proposte avanzate riguardano interventi pratici e misurabili: migliorare la ripartizione tra utenze domestiche e non domestiche, avviare un piano specifico sulla qualità del riciclo, creare un’area del riuso al Centro di Raccolta, lavorare sulla tariffazione puntuale, controllare meglio l’impatto turistico, ottimizzare i passaggi di raccolta e usare con maggiore attenzione le risorse comunali.
In questo quadro colpiscono alcune priorità di bilancio: mentre la TARI aumenta, il Comune destina risorse significative a feste, luminarie natalizie e fuochi d’artificio. Senza negare il valore delle iniziative turistiche, riteniamo che in una fase di aumento delle bollette sarebbe più responsabile valutare l’utilizzo di parte di queste disponibilità per ridurre l’impatto della TARI sui cittadini, in particolare sulle famiglie residenti.
La questione, quindi, non è solo tecnica ma politica: il Comune vuole limitarsi a prendere atto degli aumenti o intende governarli? Per noi serve un cambio di passo, con obiettivi chiari, tempi certi, responsabilità definite e verifiche pubbliche sui risultati. La TARI non può continuare a crescere anno dopo anno senza una strategia concreta per ridurre i costi, migliorare il servizio e distribuire il peso in modo più equo.